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XVIII

Le origini

La Masseria Tamer, in origine Piovacqua, è situata a circa 14 km da Martina Franca, in direzione Massafra: una presenza che si staglia nei panorami della Valle d’Itria da oltre due secoli. L’edificio, la cui costruzione risale alla metà del XVIII secolo, si innesta su una serie di trulli più antichi – alcuni risalenti addirittura al Cinquecento – che ne punteggiano la struttura e ne raccontano la lenta stratificazione storica.

Il nome stesso, “Piovacqua” (o nella variante popolare Chiovacca), richiama il più importante elemento in agricoltura: l’acqua, perché significa “piove acqua”, segno di vita e di una terra benedetta.

'900

Radici agricole

Per quasi due secoli, la masseria è stata un presidio agricolo tra i più importanti della campagna pugliese: spina dorsale dell’economia locale, cuore pulsante di una società legata alla terra. Situata non lontano dalla Riserva del Bosco delle Pianelle, Piovacqua si affacciava su un territorio dove agricoltura, pascolo e silvicoltura si intrecciavano.

Nei primi decenni del Novecento il paesaggio agrario circostante era dominato da cereali e foraggi, che garantivano autosufficienza e produttività. La masseria rappresentava un centro organizzato, capace di gestire ampie superfici e manodopera stagionale, in un equilibrio tipicamente pugliese tra operosità e sobrietà architettonica.

30/40

La svolta

La svolta imprenditoriale per Masseria Piovacqua arriva nel secolo scorso con la famiglia Conserva e, in particolare, con il Commendator Leonardo Conserva. È importante chiarirlo: non fu un semplice imprenditore agricolo, ma un imprenditore visionario nel settore della trasformazione e vendita dei mosti, ossia il prodotto della spremitura delle uve, base fondamentale per la produzione dei grandi vini e, in particolare, per il vermouth.

Negli anni ’30 e ’40 del Novecento, il Commendator Conserva divenne il più importante esportatore di mosti in Puglia. Le produzioni più significative di uva dell’intero territorio regionale venivano acquistate da lui, trasformate in mosti nei suoi stabilimenti e successivamente vendute alle grandi case vinicole italiane e straniere. Tra queste, un ruolo di primo piano lo ebbero le forniture destinate alla produzione del vermouth, in particolare per la celebre casa torinese Martini & Rossi.

XX

Conservazione

Dopo il Commendator, la proprietà passò alla sua figlia più piccola: Maria Luigia Conserva, coniugata con l’avvocato Sfefano Casavola. Successivamente la masseria entrò nella disponibilità dell’avvocato Giuseppe Casavola e della sorella Emilia.

Pur attraversando stagioni diverse e trasformazioni economiche profonde, Piovacqua conservò la propria identità, la propria struttura originaria e la memoria di quel periodo di massimo splendore che aveva segnato la storia familiare e territoriale.

Oggi

L'obiettivo

Negli anni più recenti, la masseria è stata ceduta alla famiglia del signor Ayman Tamer, con un progetto ambizioso: non soltanto riportare Piovacqua agli antichi fasti, ma superarli.

L’auspicio è che la masseria torni ad essere:

Se il Commendator Conserva seppe trasformare l’uva pugliese in mosto destinato alle grandi case vinicole del mondo, oggi la sfida è trasformare Piovacqua in un modello contemporaneo di sviluppo rurale, capace di coniugare tradizione, visione e respiro internazionale.